In un cambiamento significativo del panorama immobiliare di Tel Aviv, gli ultimi mesi hanno assistito a un calo drammatico del mercato degli affitti, una conseguenza dell'escalation del conflitto tra Israele e Hamas. Un tempo un mercato fiorente dove gli annunci di affitto suscitavano risposte immediate e travolgenti, la scena degli affitti della città presenta oggi un quadro radicalmente diverso: un interesse in diminuzione e prezzi in calo.
L'esperto immobiliare Dror Mangal, con due decenni di esperienza nel distretto del Vecchio-Nord di Tel Aviv, osserva un aumento marcato degli appartamenti disponibili, una tendenza inedita negli ultimi anni. L'inizio del conflitto ha scatenato un calo notevole dei prezzi degli affitti, un cambiamento che ha preso slancio intorno all'inizio di ottobre.
Mangal nota un cambiamento nel comportamento degli inquilini, molti dei quali cercano riduzioni dell'affitto, un contrasto sorprendente con la precedente tendenza all'escalation dei prezzi. Questo cambiamento è attribuito a vari fattori, inclusi i richiami al servizio militare, i trasferimenti familiari e le interruzioni del calendario accademico.
Gli agenti immobiliari di Tel Aviv testimoniano una tendenza simile, con annunci ripetuti per affitti, ora spesso intitolati con frasi come 'affitto rivisto' o 'prezzo flessibile'. Mangal evidenzia un calo significativo dei prezzi, con riduzioni che vanno dal 10 al 12%, mentre i proprietari si adeguano alla nuova realtà del mercato per evitare proprietà vacanti.
La guerra ha anche modificato le priorità degli inquilini, con una domanda accresciuta per appartamenti dotati di camere di sicurezza. Le proprietà che ne sono prive sono meno ricercate, causando un rallentamento del mercato.
Ron Ackerman, CEO di AR Real Estate, conferma queste osservazioni. Nonostante l'offerta di appartamenti con caratteristiche di sicurezza, si trova di fronte a un quasi arresto totale dell'attività di affitto. Nota una riluttanza generale tra i potenziali inquilini a impegnarsi, alimentata dall'incertezza riguardo al futuro.
Ackerman sottolinea un ritardo nell'adattamento del mercato tra i proprietari, che sono stati lenti nel riconoscere la necessità di flessibilità nei prezzi e nelle condizioni contrattuali. Prevede una stagnazione prolungata del mercato, con un potenziale afflusso di immigrati che avrà un impatto minimo sullo scenario attuale.
Il rapporto del terzo trimestre della Israel Land Development Co. (TASE: ILDC) sottolinea l'impatto della guerra, notando una possibile diminuzione della domanda e un rallentamento del ritmo delle vendite. Il gestore di Real Capital, Tomas Harbon, aggiunge che il mercato ha visto interesse da parte dei residenti del sud e di cittadini stranieri, portando a una riduzione preventiva dei prezzi degli affitti da parte di proprietari di appartamenti accorti.
Il segmento degli appartamenti di lusso a Tel Aviv, già in difficoltà prima del conflitto, affronta sfide accresciute nell'incertezza attuale. Mangal osserva un netto arretramento in questo settore, con i costi di affitto elevati che diventano sempre più insostenibili per molti.
In sintesi, il mercato degli affitti di Tel Aviv, un tempo prospero, si trova ora di fronte a una nuova realtà caratterizzata da domanda ridotta, prezzi in calo e priorità degli inquilini modificate, largamente modellate dal conflitto in corso e dalle sue ripercussioni psicologiche ed economiche estese.